Su forum e canali dedicati alla tecnologia sta circolando il racconto di un grande archivio digitale cifrato ospitato in una struttura europea ad accesso ristretto.
Secondo le versioni più diffuse, il sistema conserverebbe copie di dataset pubblici, documenti storici e archivi tecnici su reti separate da Internet. Alcuni messaggi parlano anche di alimentazione ridondata e di supporti progettati per rimanere leggibili per molti decenni.
La storia è tecnicamente plausibile: esistono realmente data center ad alta sicurezza e archivi digitali dedicati alla conservazione di lungo periodo. Il problema è che, in questo caso, non vengono indicati un gestore identificabile, un indirizzo, contratti, fotografie attribuibili o documentazione tecnica consultabile.
Senza questi elementi non è possibile stabilire se il racconto descriva una struttura reale, una ricostruzione imprecisa di un progetto esistente o semplicemente una storia rielaborata online.