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Identità digitale, dal 2027 riconoscimento facciale per gli accessi pubblici più sensibili

Una presunta evoluzione dei servizi di identità digitale introdurrebbe una verifica biometrica aggiuntiva per alcune operazioni online considerate sensibili.
Fotografia editoriale contestuale per: SPID verso lo stop: dal 2027 la CIE richiederà il riconoscimento facciale per gli accessi più sensibili
Immagine illustrativa/sintetica utilizzata nel contesto dell’esercizio di media literacy.

Dal 2027 gli accessi ad alcuni servizi pubblici online più sensibili potrebbero richiedere una verifica biometrica del volto oltre alle normali credenziali digitali. La novità sarebbe contenuta in una roadmap denominata “Identità 2027”.

Secondo la ricostruzione, lo smartphone confronterebbe il volto dell’utente con un profilo di verifica associato all’identità digitale e rilascerebbe un’autorizzazione valida per pochi minuti. Per consultazioni ordinarie resterebbero disponibili modalità più semplici.

Il controllo aggiuntivo sarebbe previsto soprattutto per operazioni considerate sensibili, come variazioni di coordinate bancarie, deleghe digitali e accesso a documenti con dati personali particolarmente delicati.

La transizione dovrebbe avvenire in modo graduale, con una prima fase limitata ai servizi ad autenticazione rafforzata.

Il test

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Esito: Inventata

Inventata. “Identità 2027” e l’obbligo generalizzato di riconoscimento facciale descritto sono elementi creati per la simulazione. Il testo non attribuisce la misura a sistemi o documenti di identità reali: per verificare cambiamenti nell’autenticazione pubblica servono atti e comunicazioni ufficiali identificabili.