Una quota rilevante del rischio di demenza può essere prevenuta o ritardata intervenendo su fattori modificabili nel corso della vita.
Le nuove indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità richiamano l’importanza della salute cardiovascolare, dell’attività fisica, del controllo dei fattori di rischio e della partecipazione sociale e cognitiva.
Il messaggio non è che ogni forma di demenza sia evitabile, ma che la prevenzione può ridurre significativamente la probabilità o ritardare l’insorgenza in una parte della popolazione.
Le politiche sanitarie diventano quindi centrali non solo nella diagnosi e nell’assistenza, ma anche nella riduzione del rischio prima che compaiano i sintomi.