Nel cuore di Milano, una startup di agricoltura spaziale ha annunciato il completamento di un prototipo di modulo di coltivazione per pomodori in microgravità. Il progetto, chiamato PomodoroZero, è stato sviluppato da un team di biologi, ingegneri aerospaziali e agronomi con l’obiettivo di garantire un approvvigionamento di cibo fresco e nutriente per le future missioni lunari e marziane.
Il modulo, che misura 1,2 metri di lunghezza per 0,8 metri di larghezza, è stato progettato per essere inserito in un veicolo spaziale commerciale. Utilizza un sistema di supporto vegetale a gabbia di tessuto di microfibra, che permette alle radici di crescere in un ambiente controllato senza la necessità di terriccio. L’acqua viene riciclata tramite un circuito di filtraggio a membrana, riducendo al minimo il consumo di risorse idriche. Inoltre, il modulo è dotato di un sistema di illuminazione a LED a spettro completo, che replica le condizioni di luce solare terrestre.
Secondo il responsabile scientifico, il progetto è stato testato in un laboratorio di microgravità simulata presso l’Università di Pisa, dove sono stati osservati i primi raccolti di pomodori in condizioni di gravità ridotta. I risultati preliminari indicano una crescita più rapida delle piante rispetto alle coltivazioni terrestri, con un aumento del 15% del rendimento per metro quadrato. Gli esperti sottolineano che la microgravità favorisce la distribuzione uniforme dei nutrienti e riduce la formazione di radici in eccesso.
Il team di sviluppo ha collaborato con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) per garantire che il modulo rispetti le normative di sicurezza e di compatibilità con i sistemi di vita a bordo delle navette spaziali. L’ASI ha espresso interesse per l’utilizzo di PomodoroZero in missioni di prova a lungo termine, con l’obiettivo di testare la sostenibilità di un ecosistema vegetale autonomo nello spazio.
Il progetto è stato presentato al pubblico durante la fiera Space Expo 2024, dove ha attirato l’attenzione di investitori e partner industriali. La startup ha annunciato di aver ottenuto un finanziamento di 2 milioni di euro da un fondo di investimento europeo focalizzato sulla tecnologia spaziale. Con questi fondi, l’azienda intende completare la produzione di un prototipo di serie e avviare una serie di test in volo, in collaborazione con la NASA e l’ESA.
Oltre all’aspetto tecnico, il progetto ha suscitato interesse anche per le sue potenzialità di sostenibilità. I pomodori coltivati in microgravità potrebbero offrire un’alimentazione più equilibrata per gli astronauti, riducendo la dipendenza da cibi preconfezionati e migliorando la salute mentale dei membri dell’equipaggio. Gli agronomi italiani hanno sottolineato che la produzione di cibo nello spazio potrebbe aprire nuove opportunità per la ricerca agricola sulla Terra, specialmente in zone con risorse limitate.
In conclusione, la startup italiana ha dimostrato che la combinazione di biotecnologia, ingegneria aerospaziale e agricoltura sostenibile può portare a innovazioni significative per l’esplorazione spaziale. Con i prossimi test in volo, PomodoroZero potrebbe diventare un modello di riferimento per la coltivazione di alimenti freschi nello spazio, aprendo la strada a missioni più lunghe e autonome.